L’amico ritrovato

L’amico ritrovato di Fred Uhlman (1901-1985), pubblicato nel 1971, è un romanzo breve che racconta l’amicizia tra un ragazzino ebreo, di nome Hans Schwarz, , appartenente a una famiglia borghese e colta e il coetaneo tedesco Konradin von Hohenfels, figlio di importanti aristocratici. Le vicende si svolgono durante il periodo nazista, tra il 1932 e il 1933, e sono ambientate prevalentemente a Stoccarda, in Germania.

Un giorno nella classe di Hans arriva Konradin che mostra un atteggiamento sostenuto e non lega con nessuno dei compagni; prova un sentimento di superiorità rispetto agli altri, che deriva dall’onore di appartenere ad una delle famiglie più importanti del Paese.

Hans, narratore della vicenda, dice: Ricordo il giorno e l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.

Hans si sente incuriosito da Konradin e un giorno riesce a vincerne la timidezza mostrando in classe la sua collezione di monete. Grazie a questa, i due ragazzi diventano amici e Konradin comincia a frequentare la casa di Hans. I due stringono un legame particolarmente forte, che li porta a conversare sia di argomenti leggeri e spensierati sia di temi impegnativi, come l’esistenza di Dio o il significato della morte.

“ Ho esitato un po’ prima di scrivere che “avrei dato volentieri la vita per un amico”, ma anche ora, a trent’anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei fatto quasi con gioia.” (p. 22)

L’unico punto oscuro nel loro rapporto è relativo all’atteggiamento di Konradin nei confronti dei propri genitori: egli infatti invita Hans a casa propria solo quando questi sono assenti. Quando Hans chiede il perché di questo atteggiamento a Konradin, egli spiega che i genitori – e la madre in particolare – hanno idee antisemite e non vogliono che il figlio frequenti ragazzini ebrei.

Tema centrale dell’opera è quindi l’amicizia che nasce, si consolida, si spezza e si ricompone tra i due protagonisti; questo sentimento si dimostra più forte e duraturo sia degli eventi storici che separano Hans e Konradin che dell’odio strisciante verso gli ebrei, alimentato dal regime nazista.

Pur essendo un “romanzo in miniatura”, Uhlman affronta molti temi importanti, come l’amicizia adolescenziale, il peso delle differenze sociali, l’insensatezza delle discriminazioni razziali, il coraggio di compiere scelte scomode, l’orrore della guerra e del regime nazista. Queste tematiche sono strettamente correlate e si ripropongono e si intrecciano nel corso della narrazione.

La narrazione in prima persona di Hans  favorisce l’immedesimazione del lettore negli eventi e nella psiche dei personaggi. Anche se il tema trattato è davvero delicato, il modo di scrivere dell’autore è molto semplice e la narrazione è scorrevole e di facile lettura.

A cura di Ilaria Lauria

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