Io non ho paura

Il piccolo Michele Amitrano vive in un paesino del sud Italia, Acque Traverse, e passa i pomeriggi estivi a giocare e ad andare in bicicletta con la sorella e con gli amici. Un giorno perde una gara in bicicletta e per scontare la penitenza legata alla sconfitta è costretto ad entrare in una casa abbandonata in aperta campagna. Qui trova un ragazzino incatenato e sporco, più morto che vivo. Il luogo è spaventoso e Michele fugge via. Ma a partire dalla notte seguente il protagonista comincia a pensare sempre più intensamente al ragazzino rinchiuso nella casa abbandonata e decide di ritornarvi. Pian piano nasce un’amicizia tra i due e Michele comincia ad andare a trovare Filippo (questo è il nome del prigioniero) tutti i pomeriggi di nascosto. Da alcuni indizi trovati nel nascondiglio, come una padella con delle mele rosse, Michele capisce che il ragazzo è tenuto prigioniero dal padre. Inizialmente Michele pensa che Filippo sia suo fratello e che sia stato rinchiuso in quel luogo dai genitori perché malato di mente e pericoloso, come il fratello del suo amico Salvatore, Nunzio Scardaccione. Ma una sera cinque persone si riuniscono a casa sua con il padre e discutono animatamente. Le cinque persone sono: il padre e il fratello del ”Teschio”, il padre e la madre di Barbara Mura, e un uomo anziano con una macchina “da ricco” che Michele non conosce e che scoprirà più tardi chiamarsi Sergio Materia. L’uomo ricco li sta rimproverando e insultando per degli errori commessi in una qualche attività in cui sono tutti implicati. Michele dapprima non capisce poi li vede tutti ammutolire nell’ ascoltare una notizia al telegiornale e nascosto nell’ombra vede che si tratta del rapimento di un bambino di Pavia, Filippo Carducci, figlio di un industriale, le cui ricerche continuano da due mesi. Si tratta del bambino nascosto e incatenato nella casa abbandonata. Michele dapprima è sconvolto, poi decide di andare dal ragazzo per dirgli che è stata intervistata sua madre: la donna ha detto che gli vuole bene e che lo aspetta. La relazione tra i due si approfondisce: Michele pulisce il viso e medica le ferite di Filippo.  Intanto a casa, il giovane Amitrano è costretto a dormire in camera con Sergio Materia e scopre altri dettagli della vita di Filippo (da un suo quaderno di scuola) e della vita del rapitore dai suoi racconti.  Una sera mentre è da Filippo, Michele viene scoperto da Felice Natale che è stato avvertito da Salvatore, l’unico a cui Michele aveva rivelato il segreto. Da questo momento una serie convulsa di avvenimenti violenti porta all’epilogo imprevedibile dell’azione.La tematica centrale di questo romanzo è quella dell’amicizia. “Io non ho paura” è una lettura piacevole che affronta i temi di una realtà scottante e traumatica come quella dei sequestri di persona con un tono fiabesco dato dalla focalizzazione interna, che filtra il mondo reale contemporaneo attraverso gli occhi di un bambino, il protagonista.

A cura di Daniela Zollo

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