Per questo mi chiamo Giovanni

Il romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni” è stato scritto da Luigi Garlando e la prima edizione è stata pubblicata nel 2004. Ambientato nella Palermo del 2002  rappresenta una testimonianza dell’opera di Giovanni Falcone, magistrato italiano nato nel 1939 ed assassinato dalla mafia il 23/05/1992.

Il protagonista è un bambino di nome Giovanni, che, in occasione del suo decimo compleanno, trascorre la giornata insieme al padre, che gli racconta la storia del suo nome, datogli in onore di Giovanni Falcone.

I due si incamminano per le stradine di Palermo e mentre camminano il padre mostra al  figlio tutti i posti in cui è vissuto Giovanni Falcone, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua esistenza

Sin da piccolo Giovanni F.  aveva aiutato gli indifesi e spesso per farlo si era cacciato nei guai.

Aveva frequentato il Convitto Nazionale e successivamente l’Accademia Navale che poi aveva abbandonato per seguire il suo sogno ovvero quello di studiare legge. Dopo aver concluso gli studi Giovanni F. iniziò a lavorare a Palermo.

Il suo primo processo contro la mafia fu contro un certo Don Marino, accusato di molti delitti ma che per mancanza di prove fu assolto.

Successivamente Giovanni F, deciso a sconfiggere la mafia, iniziò a raccogliere molte prove che la infastidivano tanto da adoperarsi per ucciderlo.

Infatti Giovanni F. per andare al lavoro veniva scortato dalla polizia ed era costretto a vivere una vita come un topo, senza avere contatti con il mondo esterno. Tutto questo lavoro fu ripagato quando nel maxi processo, l’11 febbraio 1986, 210 mafiosi furono condannati a 19 ergastoli. Da quel momento Giovanni F. fu odiato dalla maggior parte della città: infatti molti  operai scesero in piazza a manifestare perché  avevano perso il lavoro presso i cantieri gestiti illegalmente dai mafiosi. Allora l’illustre magistrato fu costretto a trasferirsi a Roma dove preparò “una grande macchina da guerra” contro la mafia. Ma, il 23 maggio 1992, un sabato mattina  fu fatto saltare in aria mentre ritornava nella sua amata città. Questa drammatica vicenda fa capire al piccolo Giovanni quanto sia sbagliato assecondare l’omertà perché sarebbe come rendere vano il sacrificio dell’illustre Giovanni.

Il libro mi ha molto colpito perché attraverso gli occhi di un bambino ti fa capire la crudeltà della mafia. La lettura è molto fluida e coinvolgente adatta a lettori di ogni età, ma ancor più ai ragazzi della mia età.

A cura di Alberto Maffei 

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